TRA MUSEI E SITI ARCHELOGICI

Le notizie più antiche della cattedrale di Oppido Vecchia (sant’agata “hagia-agatè”) risalgono al 1044, anno in cui, il vescovo Nicola decise di dedicare la cattedrale alla “THEOTOKOS “ovvero alla Madonna. Oppido Vecchia è una citta di epoca medievale, oggi abbandonata, che dista circa due chilometri in linea d’aria verso ovest dall’attuale città di Oppido Mamertina. Fu abbandonata dopo il terremoto del 5 febbraio 1783, evento castrofico, verificatosi in pieno giorno, provocando la morte di numerosi abitanti, distruggendo il paese in varie parti. La città era protetta da mura e vi si accedeva grazie alle due porte poste agli estremi del lungo asse principale (ancora oggi visibili).

Erano presenti tre conventi, il convento dei frati minori, accanto al castello il convento dei minimi di San Francesco di Paola e fuori le mura della città si trovava il convento dei cappuccini. Il territorio presentava numerosi edifici tra cui, due carceri, uno ecclesiastico e l’altro civile all’interno del castello angioinoaragonese , palazzi gentilizzi, il seggio che rappresentava il governo della città, la cattedrale, il campanile, il castello e il monastero. Questi ultimi interessati agli scavi archeologici.

La cattedrale presentava il suo ingresso al di là della strada principale, sulla quale invece ricadevano i ruderi del campanile di forma tondeggiante e il tetto a nido di rondine e vi si accedeva per due rampe che portavano ad un porticato, dentro il quale una scalinata introduceva alla chiesa.

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Sotto il suo suolo sono stati trovati i resti del presbiterio e dell’altare, composto da quattro colonne rosse di Francia con al centro il quadro in legno (mai ritrovato) della Madonna Annunziata  che veniva svelato solo il 25 marzo, giorno di festa, nel quale i cannoni e tutte le campane del paese suonavano contemporaneamente.

Le fonti riportano che sempre durante i festeggiamenti in onore della madonna annunziata, veniva utilizzata una statua in argento (anch’essa mai ritrovata), tuttavia la statua attuale situata nella cattedrale di Oppido Mamertina risale al 1841 ed è la più recente.

La festa della Madonna Annunziata che oggi ricorre il 25 Agosto, veniva festeggiata il 12 settembre, giorno del santissimo nome di Maria, in ringraziamento alla Madonna, poiché si narra che durante la peste, il monarca che guidava il carro chiese alla Madonna una grazia, ovvero che non ci fossero stati più morti, nel pronunciare ciò una  ruota del carro, che trasportava i morti, si separa dall’asse e si poggia ai piedi  della cattedrale. Questo avvenimento fu visto come un miracolo da parte della Madonna.

Il castello di Oppido Mamertina fu costruito a cavallo tra il X e XI secolo; si presenta oggi di matrice aragonese, ma sotto la bordatura si intravede in uno dei torrioni, a causa di uno squarcio formatosi qualche decennio addietro, una massiccia costruzione cilindrica, indicativa della precedente fattura bizantina o normanna. La sua funzione era, evidentemente, residenziale e difensiva. Resistette, nel 1056, all’assedio che Ruggero d’Altavilla pose col suo esercito e più tardi fu la residenza della sorella di Ruggero II, feudataria del tempo. Nella seconda metà XV secolo era controllato dagli aragonesi che si sostituirono al dominio angioino.

I bastioni scarpati presentano un motivo decorativo ad archetti su mensole tra due codoni, molto simile a quello del castello di Reggio Calabria.

Si narra, che gli oppidesi dovettero affrontare numerose battaglie, tra le quali, quella a metà dell’anno mille, in cui i Normanni decidono di scendere nel sud Italia. Successivamente a San Martino viene fatta una battaglia, nella quale i Normanni volevano espugnare la città di Oppido. Dopo numerosi scontri gli oppidesi scesero a compromessi, stabilendo una pace con i rivali.

Successivamente questa pace, nel castello viene infeudata la sorella del conte Ruggiero, Massimilla, divenuta la regina di oppido.

Oggi il territorio, dopo essere stato abbattuto, è adibito alla coltivazione dell’ulivo.

ARTE DEL TRAFORO

BIOGRAFIA GENNARO REPOLE

Gennaro Repole nasce in un piccolo paese della provincia di Catanzaro a Martirano, figlio unico di un’umile famiglia.

Fin da piccolo fece crescere il suo amore verso l’arte. Con un piccolo attrezzo definito “archetto di traforo” che successivamente lo fece conoscere a gran parte del mondo. A causa dei problemi del momento cominciò a frequentare una scuola di taglio dove per la sua bravura attirò l’attenzione dei grandi maestri dell’arte del traforo. Ottenne un grande riconoscimento “la forbice d’oro”. Pian piano si rese conto che questo mestiere non era molto proficuo, così iniziò a frequentare il liceo artistico a Catanzaro dove si diplomò. Successivamente all’ “Accademia delle belle arti” conseguì la laurea. Gli furono affidati dei compiti molto complessi come la rappresentazione di grafici e stemmi nobiliari ed anche onorificenze e rappresentazioni scenografiche. Ebbe anche il delicato compito di aiutare alunni in difficoltà, i quali dimostrarono subito interesse per questa disciplina.

Per tale motivo ricevette il premio nazionale e lo stilo d’oro a Pescara. Diede vita ad importanti progetti didattici che tutt’ora vengono utilizzati nelle varie scuole della Calabria e dell’Italia. Ma le aspirazioni di Gennaro Repole erano molto più grandi, e infatti realizzò a mano una serie di lavori, tra cui il Duomo di Milano realizzato con l’archetto di traforo e un trapanino a mano. Repole completò quest’opera dopo un immenso anno di lavoro. La sua opera riscosse molto successo, tanto che il grande artista fu contattato da diverse trasmissioni televisive. E’ stato un grande maestro di presepi. Realizzò un presepe dal titolo “La grotta dei poveri”, patrimonio dell’UNESCO, tutelato dall’ autorità Palestinese e dal ministro degli esteri che fu inaugurato grazie alla sua donazione, esposto al museo della natività di Betlemme.

Il museo ospita tanti presepi dove quello di Gennaro Repole occupa un posto primario.

OPERE

Il presepe è l’opera più importante dal forte valore simbolico. L’opera Gemelli intitolata la grotta dei poveri e ancora oggi esposta a Betlemme nel museo internazionale della natività, inaugurato in occasione del Giubileo del 2000, alla presenza del primo ministro Yasser Arafat, del premier italiano allora in carica Massimo D’Alema e dal direttore generale dell’UNESCO.

-LA GROTTA DEI POVERI

Con quest’ opera l’autore ha voluto rappresentare la nobiltà e la ricchezza dei potenti e la povertà costituita da grotte dove nacque Gesù Cristo. E’ stata la prima classificata alla mostra dei presepi che si è tenuta a Lamezia Terme. Inizialmente sono state costruite due opere gemelle, una è esposta al museo di Betlemme e l’altra doveva rimanere in Italia, però durante un’esposizione all’ arena di Verona è stata danneggiata, quindi l’artista ha fatto alcune modifiche trasformandola nel presepe dell’abbraccio.

-DUOMO DI MILANO

Per la costruzione del duomo di Milano in traforo, il maestro Repole ha seguito una scala da 2:100, ispirandosi al progetto del 1386.

L’opera è stata realizzata in compensato di betulla con dei spessori che vanno da 1 a 6 mm, composta da 6182 pezzi. Per la realizzazione del Duomo sono state necessarie 2200 ore di accurato lavoro e curato nei minimi particolari. E’ stata ultimata nel 1994.

“Oppidum Archeo”

Giorno 29 Ottobre 2019 noi volontari del Servizio Civile Universale “Tra musei e siti archeologici-2017”, ci siamo recati presso i siti archeologici di Oppido Vecchia per portare avanti il progetto “Oppidum Archeo” ideato da Don Giuseppe Papalia, il quale ci ha guidati alla scoperta della storia del nostro paese prima del terremoto del 5 Febbraio 1783. Abbiamo così osservato i resti della cattedrale, del castello e dei tre conventi; due dei quali si trovavano all’interno delle mura della città ovvero i conventi dei frati francescani o paolotti e dei frati osservanti minori, invece il terzo convento, dei frati cappuccini si trovava all’estero delle mura. Questa visita guidata è servita non solo a noi volontari per conoscere la storia del paese ma sarà anche motivo di valorizzazione del nostro territorio per tutti coloro che ancora non lo conoscono.

Colonia estiva luglio 2019

Per l’estate 2019, noi volontari del Servizio Civile Universale abbiamo ideato e organizzato con la collaborazione dell’amministrazione comunale e dell’autista Mimmo Loria, previa istanza del sindaco, la colonia estiva dalla durata di due settimane per ragazzi di età compresa tra i 6 e i 13 anni. L’idea di realizzare la colonia estiva è nata dal nostro desiderio di promuovere la recettività turistica, culturale e paesaggistica locale, permettendo ai ragazzi di scoprire e conoscere il territorio circostante e allo stesso tempo passare giornate al mare, all’insegna del divertimento e della spensieratezza. Inoltre, la colonia è stata di supporto a quei genitori che per esigenze diverse non potevano accompagnare i propri figli al mare. Alla fine di questa colonia estiva abbiamo potuto riscontrare, oltre al nostro entusiasmo e a quello dei bambini che hanno intrapreso con noi questa esperienza, una maggiore sinergia non solo tra i bambini delle diverse fasce di età, ma anche con i volontari.

Una giornata alla scoperta della Biblioteca Comunale

In collaborazione con l’associazione “Il Piccolo Principe”, noi ragazzi del SCU abbiamo organizzato con un gruppo di dieci bambini di età compresa tra i sette e gli undici anni, una giornata alla scoperta della biblioteca comunale di Oppido Mamertina, al fine di promuovere i servizi di biblioteca e l’immagine socio-turistica del territorio.

L’obiettivo che ci siamo prefissati è stato, inoltre, quello di stimolare nei bambini la curiosità nei confronti dell’attività di lettura, ritenendo che quest’ultima abbia innumerevoli benefici: aiuta a sviluppare l’immaginazione, migliora il linguaggio e la scrittura, accompagna in percorsi di riflessione che portano a conoscere nuove realtà o a cambiare punto di vista.

Il libro che abbiamo scelto per lo svolgimento del laboratorio di lettura animata è un romanzo molto noto dello scrittore Luis Sepùlveda, intitolato “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. La nostra scelta nell’individuazione del romanzo sopracitato è stata mirata: si tratta, infatti, di una storia tenera e toccante, basata sull’amore, sulla lealtà di tenere fede alle proprie promesse, sulla comprensione di chi è diverso da noi. La storia, inoltre, pone notevole attenzione sul tema dell’inquinamento globale e sulla disfatta che l’uomo, ormai troppo poco attento alle problematiche ambientali, sta perpetrando su questa nostra Terra.

I bambini si sono dimostrati interessati, partecipativi ed emozionati, soprattutto quando è stato permesso loro di adottare un libro da poter leggere a casa propria.

Speriamo che questa nostra iniziativa possa aver stimolato l’approccio dei bambini alla lettura e sensibilizzato gli stessi in merito ai temi trattati, facendo capire loro che è importante seguire le proprie inclinazioni e perseverare per il raggiungimento dei propri obiettivi.

“Un bambino che legge sarà un adulto che pensa” (Anonimo)

Volontari SCU 2019

19/06/2019 Oppido Mamertina

Censimento aree monumentali Oppido Mamertina


FONTANA MONUMENTALE IN GHISA SITA IN PIAZZA MARINO ZUCO, RISALENTE AI PRIMI DEL ‘900

MONUMENTO DELLA MADONNA REGINA DEL MONDO


Salvatore Albano (Oppido Mamertina, 27 maggio 1839 – Firenze, 13 ottobre 1893) è stato uno scultore italiano.
A Oppido Mamertina si conservano diverse sue opere. Nel cimitero il “Busto bronzeo della madre”, un “Monumento funebre”, “Un Basso rilievo con l’angelo”, la “Statua di un angelo”; L’orfanella e un busto al vero, autoritratto dello stesso Albano collocato in Piazza Umberto I grazie all’interessamento dello scultore Concesso Barca, nipote dell’artista



Rocco de Zerbi (Reggio Calabria11 giugno 1843 – Roma20 febbraio 1893) è stato un politico e giornalista italiano.

MONUMENTO AI CADUTI

Opera bronzea di Concesso Barca, rappresenta un soldato vinto col pugio in pugno ed il tricolore sulla spalla, la statua poggia su un basamento di pietra verde finemente scolpito a sua volta sorretto da quattro scalinate in travertino. L’opera è collocata sulla piazza intitolata al suo autore.

Un sorriso per un’aiuola da adottare

Nell’ambito delle attività di volontariato, noi ragazzi del SCU, in data 30 marzo 2019, abbiamo optato per la realizzazione di una giornata rivolta alla sensibilizzazione della comunità al tema della donazione solidale, della ricerca e dell’importanza del recupero delle aree verdi, nonché dell’abbellimento dei valori urbani presenti nel nostro territorio.  A tal proposito abbiamo scelto, di utilizzare le piante residue delle giornate della “Gardensia” per abbellire le aree verdi dei luoghi maggiormente frequentati dalla comunità, come Piazza Umberto I e Piazza Salvatore Albano.

Riteniamo di poter affermare che ognuno di noi, attraverso i propri comportamenti ed il proprio stile di vita, può dare un contributo importante alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio in cui vive.